Gli acidi e le basi sono due classi di composti appartenenti alla categoria
degli elettroliti.In questo video vediamo anche altre caratteristiche degli acidi e delle basi e scopriamo che cosa è il pH:
lunedì 13 luglio 2015
sabato 11 luglio 2015
Soluzioni elettrolitiche
Quando si prepara una soluzione acquosa le molecole di acqua circondano
le particelle del soluto in un processo detto idratazione. Questo fenomeno si
verifica per qualsiasi tipo di soluto. Alcuni tipi di soluto a contatto con
l’acqua generano ioni e tali soluzioni si dicono elettrolitiche perché
conducono la corrente elettrica. Vediamo come in questo video:
I soluti che danno soluzioni elettrolitiche sono di tre tipi:
I soluti che danno soluzioni elettrolitiche sono di tre tipi:
-I sali solubili in acqua sono composti ionici e in acqua liberano i loro
ioni. Il fenomeno sia chiama dissociazione:
NaCl(s) = Na+(aq) + Cl-(aq)
-Gli idrossidi solubili in acqua danno lo stesso fenomeno:
NaOH (s) = Na+(aq) + OH- (aq)
-Gli acidi sono composti molecolari polari e in acqua danno luogo ad una
vera e propria reazione chimica in cui si spezza i legame covalente tra
l’idrogeno che diventa positivo e il resto della molecola che genera un anione.
Il processo si chiama ionizzazione:
HCl(g) = H+(aq) + Cl–(aq)
Nella dissociazione e nella ionizzazione gli ioni vengono circondati
dalle molecole d’acqua orientate in modo che il polo positivo sia rivolto verso
lo ione negativo, e il polo negativo verso lo ione positivo.
Altre sostanze molecolari polari come il saccarosio si sciolgono in acqua
idratandosi, senza formare ioni. Queste soluzioni non conducono la corrente
elettrica.
Esistono altre proprietà delle soluzioni: per esempio l'innalzamento ebullioscopico per il quale una soluzione bolle a temperatura più elevata del solvente puro, e l'abbassamento crioscopico per cui una soluzione congela a temperatura più bassa rispetto al solvente puro. Quest'ultimo fenomeno spiega il motivo per cui le strade innevate vengono cosparse di sale. I dettagli in questo link:
http://www.chimicare.org/curiosita/la-chimica-nella-vita-domestica/come-agisce-il-sale-antighiaccio/venerdì 10 luglio 2015
Reazioni chimiche e stechiometria
La stechiometria è il ramo della chimica che si occupa delle
relazioni quantitative fra i reagenti e i prodotti di una reazione. Quando si
deve far avvenire una reazione la quantità dei reagenti non può essere scelta a
caso, ma tenendo conto della composizione dei prodotti che si ottengono e oltre che della quantità che si desidera ottenere .
La reazione bilanciata ci indica il numero di molecole
coinvolte per ciascuna specie, ma per passare dal livello microscopico a quello macroscopico è
necessario calcolare le quantità in grammi. Tali quantità, nella giusta
proporzione, vengono indicate come quantità stechiometriche. Le quantità da
utilizzare in concreto potranno essere multipli o sottomultipli delle quantità
stechiometriche.
In pratica è necessario considerare che
i coefficienti stechiometrici indicano sia il numero di molecole che
partecipa alla reazione, sia il numero di moli. I passaggi da effettuare sono:
-scrivere la reazione bilanciata;
-determinare le masse molari delle specie coinvolte;
-calcolare la massa della specie richieste moltiplicando il numero di
moli per le masse molari.
Esempio:
Riguardo alla reazione bilanciata:
2 H2 + O2 = 2 H2O
sappiamo che due molecole di idrogeno reagiscono con una molecola di
ossigeno per formare due molecole d’acqua. Allo stesso modo possiamo dire che
due moli di idrogeno reagiscono con una mole di ossigeno per formare due moli
d’acqua
Per passare ai grammi calcoliamo le masse molari:
H2 = 2 g/mol,
O2 = 32 g/mol,
H2O = 18 g/mol
Le quantità stechiometriche sono:
2 moli di H2 = 2 mol x 2 g/mol = 4 g
1 mole di O2 = 1 mol x 32 g/mol = 32 g
2 moli di H2O = 2 x 18 g/mol = 36 g
dunque potremo far reagire 4 g di idrogeno con 32 di ossigeno per ottenere 36 g di acqua. E potremo scegliere quantità diverse, purché proporzionali a queste.
Quando in una reazione le quantità dei reagenti non rispettano il
rapporto stechiometrico, si è in presenza:
-
di un reagente
limitante se in quantità inferiore a quella stechiometrica;
-
di un reagente
in eccesso se in quantità superiore rispetto alla quantità stechiometrica.
La quantità di prodotto che si forma dipende dalla quantità di reagente
limitante. La quantità di reagente in eccesso si ritrova inalterata al termine
della reazione.
giovedì 9 luglio 2015
Nomenclatura dei composti ternari
Nomenclatura degli idrossidi
Gli idrossidi sono
composti ternari; contengono un metallo (catione) e tanti gruppi
ossidrile OH – (anione) quante sono le cariche positive del metallo.
Quando tali gruppi sono più di uno vengono indicati tra parentesi
Es. NaOH idrossido di sodio contiene Na + e OH -
Mg(OH)2
idrossido di magnesio contiene Mg 2+ e due gruppi OH -
Gli idrossidi si ottengono
facendo reagire un ossido metallico con l’acqua
Na2O + H2O = 2 NaOH
CaO + H2O = Ca(OH)2
Al2O3 + 3 H2O
= 2 Al(OH)3
La nomenclatura segue le stesse
regole indicate per gli ossidi.
Formula
|
Nome IUPAC
|
Nome tradizionale
|
LiOH
|
Idrossido di litio
|
Idrossido di litio
|
Ca(OH)2
|
Biidrossido di calcio
|
Idrossido di calcio
|
Fe(OH)2
|
Biidrossido di ferro
|
Idrossido ferroso
|
Fe(OH)3
|
Triidrossido di ferro
|
Idrossido ferrico
|
L'idratazione dell'ossido di calcio è uno dei passaggi fondamentali per la preparazione della calce aerea, materiale legante in edilizia.
Nomenclatura degli acidi ternari o ossiacidi
Gli ossiacidi contengono
nell’ordine H, un non metallo e O.
Si ottengono facendo reagire un
ossido non metallico o anidride con l’acqua
SO2 + H2O =
H2SO3
SO3 + H2O =
H2SO4
La nomenclatura IUPAC utilizza il
nome acido seguito dal prefisso osso
e il nome dell’elemento terminante in ico
indipendentemente dal numero di ossidazione che viene indicato tra parentesi in
numero romano. Secondo la nomenclatura tradizionale si utilizza la parola acido
seguita dal nome del non metallo, con il suffisso oso o ico secondo il
numero di ossidazione del non metallo. Quindi si ottiene lo stesso nome
dell’anidride con la sola sostituzione della parola anidride con acido.
Formula
|
Nome IUPAC
|
Nome tradizionale
|
HNO2
|
Acido diossonitrico (III)
|
Acido nitroso
|
HNO3
|
Acido triossonitrico (V)
|
Acido nitrico
|
H2SO3
|
Acido triossosolforico
(IV)
|
Acido solforoso
|
H2SO4
|
Acido tetraossosolforico
(VI)
|
Acido solforico
|
Le piogge acide
La pioggia è per sua natura leggermente acida poiché normalmente reagisce con il biossido
di carbonio dell'aria formando acido
carbonico. Da alcuni anni, però, si registrano in tutto il mondo, e con sempre
maggiore frequenza, precipitazioni con valori di acidità molto più elevata. Il fenomeno è dovuto alla presenza, nell'atmosfera, di ossidi di zolfo
e di azoto le cui principali fonti sono le emissioni delle centrali
termoelettriche e dei motori a combustione
interna. I gas, combinandosi con il vapore acqueo generano acido solforico e acido nitrico che cadono con
la pioggia, la neve o la nebbia. Queste molecole, prima di precipitare, possono
essere trascinate dai venti anche a grandi distanze dal sito in cui si sono
formate. Le piogge acide corrodono edifici e monumenti, inoltre danneggiano irreparabilmente le foreste e le coltivazioni
dilavando dal suolo preziosi sali
come calcio e magnesio, avvelenano le acque dei laghi e dei fiumi con gravi
conseguenze sulla fauna.
Nomenclatura dei sali ternari
I sali ternari contengono
nell’ordine un metallo, un non metallo e O. Si possono considerare derivati
dagli acidi ternari per sostituzione dell’H con un metallo.
La nomenclatura IUPAC segue le
stesse regole indicate per gli acidi ternari. La nomenclatura tradizionale
utilizza il nome dell’acido sostituendo il suffisso ito se l’acido termina in oso,
e il suffisso ato se l’acido termina
in ico.
Formula
|
Nome IUPAC
|
Nome tradizionale
|
KNO2
|
Diossonitrato (III) di
potassio (I)
|
Nitrito di potassio
|
NaNO3
|
Triossonitrato (V) di
sodio (I)
|
Nitrato di sodio
|
Li2SO3
|
Triossosolfato (IV) di
litio (I)
|
Solfito di litio
|
CaSO4
|
Tetraossosolfato (VI) di calcio (II)
|
Solfato di calcio
|
| CaCO3 | Triossocarbonato (IV) di calcio(II) | Carbonato di calcio |
Tra i sali ternari rivestono particolare importanza in edilizia il carbonato di calcio che è il composto di partenza per la preparazione della calce aerea e del cemento e il solfato di calcio alla base della composizione del gesso (materiali leganti).
mercoledì 8 luglio 2015
Nomenclatura dei composti binari
La nomenclatura chimica è
regolamentata dalla IUPAC
(International Union of Pure and Applied
Chemistry) cioè Unione internazionale di chimica
pura e applicata) una associazione
internazionale che stabilisce la regole per assegnare i nomi ai composti.
Questo sistema è il più semplice per denominare qualsiasi composto chimico
senza ambiguità. Sono tuttavia in uso altri sistemi di nomenclatura
tradizionale che vengono ugualmente utilizzati, facendo parte, in qualche caso,
del linguaggio comune: per esempio il nome ammoniaca è un nome d’uso che non ci
dice nulla della sua formula. Il nome IUPAC dell’ammoniaca è triidruro di
azoto, che ci suggerisce immediatamente l’esistenza di 3 atomi di idrogeno e 1
di azoto. La formula dell’ammoniaca è infatti NH3.
Nella nomenclatura IUPAC si
utilizzano sempre i prefissi:
mono = 1, di
(o bi) = 2, 3 = tri, 4 = tetra, 5 = penta, 6 =
esa
Nomenclatura degli ossidi
Una volta che la formula di un
composto binario è stata riconosciuta come ossido, cioè contiene un elemento e l'ossigeno, si può assegnare il nome
specifico tenendo conto del fatto che nel nome IUPAC si mette in evidenza per
prima la presenza dell’ossigeno e poi quella dell’altro elemento. Nella nomenclatura tradizionale,
a differenza di quella internazionale, non si usano i prefissi; in tal caso
quando l’elemento forma due ossidi con due numeri di ossidazione diversi, per
poterli distinguere, si usano le desinenze oso
(per il numero di ossidazione più basso)
e ico (per il numero di
ossidazione più alto). Sempre nella nomenclatura
tradizionale, quando il primo elemento è un non metallo è obbligatorio
chiamarlo anidride.
Formula
|
Nome IUPAC
|
Nome tradizionale
|
Li2O
|
Ossido di bilitio
|
Ossido di litio
|
CaO
|
Ossido di calcio
|
Ossido di calcio
|
CO
|
Ossido di carbonio
|
Anidride carboniosa
|
CO2
|
Biossido di carbonio
|
Anidride carbonica
|
FeO
|
Ossido di ferro
|
Ossido ferroso
|
Fe2O3
|
Triossido di biferro
|
Ossido ferrico
|
Cl2O
|
Ossido di bicloro
|
Anidride ipoclorosa
|
Cl2O3
|
Triossido di bicloro
|
Anidride clorosa
|
Cl2O5
|
Pentossido di bicloro
|
Anidride clorica
|
Cl2O7
|
Eptossido di bicloro
|
Anidride perclorica
|
Diversi ossidi e anidridi entrano nella composizione del cemento (materiali leganti).
Nomenclatura dei Sali binari
I sali binari contengono un metallo seguito da non metallo. Per i sali valgono le stesse
regole degli ossidi, ma in tal caso al posto della parola “ossido” si usa il
nome del non metallo seguito da suffisso uro. Nella nomenclatura tradizionale si usano i suffissi oso e ico.
Formula
|
Nome IUPAC
|
Nome tradizionale
|
NaF
|
Fluoruro di sodio
|
Fluoruro di sodio
|
CaCl2
|
Bicloruro di calcio
|
Cloruro di calcio
|
AlBr3
|
Tribromuro di alluminio
|
Bromuro di alluminio
|
Al2S3
|
Trisolfuro di dialluminio
|
Solfuro di alluminio
|
CuCl
|
Cloruro di rame
|
Cloruro rameoso
|
CuCl2
|
Bicloruro di rame
|
Cloruro rameico
|
Nomenclatura degli acidi binari o idracidi
Esistono solo cinque acidi binari. Tutti contengono H seguito da un non metallo. La nomenclatura IUPAC utilizza le
stesse regole dei sali. La nomenclatura tradizionale utilizza la parola acido il suffisso idrico.
Formula
|
Nome IUPAC
|
Nome tradizionale
|
HF
|
Fluoruro di idrogeno
|
Acido fluoridrico
|
HCl
|
Cloruro di idrogeno
|
Acido cloridrico
|
HBr
|
Bromuro di idrogeno
|
Acido bromidrico
|
HI
|
Ioduro di idrogeno
|
Acido iodidrico
|
H2S
|
Solfuro di biidrogeno
|
Acido solfidrico
|
Nomenclatura degli idruri
Negli idruri troviamo un metallo o un non metallo seguito da H.
Formula
|
Nome IUPAC
|
Nome tradizionale
|
NaH
|
Idruro di sodio
|
Idruro di sodio
|
MgH2
|
Biidruro di magnesio
|
Idruro di magnesio
|
AlH3
|
Triidruro di alluminio
|
Idruro di alluminio
|
CH4
|
Tetraidruro di carbonio
|
Idruro di carbonio (metano)
|
NH3
|
Triidruro di azoto
|
Idruro di azoto
(ammoniaca)
|
martedì 7 luglio 2015
Classificazione dei composti inorganici
I composti
binari contengono due tipi di elementi e nella loro formula compaiono i
simboli dei due elementi con opportuni indici numerici che indicano il numero
di atomi di ciascuna specie. Esempio: CO2 indica che nella molecola
sono presenti 1 atomo di C e due di O. I composti binari si dividono in tre
tipi: ossidi, idruri, acidi binari o
idracidi e sali binari.
I composti
ternari contengono tre tipi di elementi e nella loro formula compaiono i
simboli dei tre elementi con opportuni indici numerici che indicano il numero
di atomi di ciascuna specie. Esempio: H2SO4 indica che nella molecola sono presenti 2 atomi di H, 1 atomo di S (zolfo) e 4
di O. I composti ternari si dividono in tre tipi: idrossidi, acidi ternari o ossiacidi e sali ternari.
Nel video che segue viene
costruito uno schema della classificazione:
La valenza e il numero di ossidazione
I composti contengono almeno due
tipi di elementi e nella loro formula compaiono i simboli degli elementi
seguiti da opportuni indici numerici che indicano il numero di atomi di
ciascuna specie.
Per scrivere le formule dei
composti e quindi sapere quali indici mettere accanto ai simboli degli
elementi, è necessario conoscere la valenza o il
numero di ossidazione.
Valenza
La valenza di un elemento è un
numero che rappresenta la capacità degli atomi di legarsi ad altri atomi e
quindi il numero di legami che esso può formare. Per esempio l’idrogeno è
monovalente cioè può formare un unico legame con un altro atomo. La valenza
dipende dagli elettroni di valenza e, più precisamente dal numero degli
elettroni di valenza utilizzati per la formazione di legami. Infatti spesso la
valenza coincide con il numero di tali elettroni, ovvero con il numero di
puntini presenti nel simbolo di Lewis, altre volte coincide con il numero degli
elettroni spaiati presenti nel simbolo di Lewis. Molti elementi manifestano più
di una valenza cioè hanno diverse capacità di combinazione. Gli elementi si dicono quindi monovalenti, bivalenti, trivalenti, tetravalenti...
Anche nei modelli molecolari gli atomi sono "forniti" di valenza come si vede dall'immagine:
Anche nei modelli molecolari gli atomi sono "forniti" di valenza come si vede dall'immagine:
Le formule dei
composti binari dalla conoscenza delle valenze
Per ricavare la formula basta
incrociare le valenze dei 2 elementi e porle come indici in basso a destra dei simboli degli elementi. L’indice 1
viene sempre sottinteso. Se i due numeri sono semplificabili è necessario
farlo. In questo modo la valenza totale di un elemento è uguale a quella
dell’altro elemento.
Per esempio dovendo legare il
fosforo P con valenza 5 all’ossigeno O con valenza 2 si ha:
5 2
P O P2O5
valenza
totale = 5 x 2 atomi di P = 2 x 5 atomi di O
Numero di ossidazione
Questo numero (che si trova sulla
tavola periodica) è un numero positivo o
negativo che, per semplificazione, possiamo immaginare come il numero degli elettroni che vengono persi o
acquistati dagli elementi quando si legano tra di loro. Il segno positivo
indica la perdita di elettroni, quello negativo indica l’acquisto. Come per la
valenza, molti elementi manifestano più di un numero di ossidazione, cioè hanno
diverse capacità di combinazione.
Le formule dei composti binari
dalla conoscenza dei numeri di ossidazione
Per ricavare la formula basta
incrociare i numeri di ossidazione, (senza i segni + o -) e porli come indici in basso a destra dei simboli
degli elementi. L’indice 1 viene sempre sottinteso. Se i due numeri sono
semplificabili è necessario farlo. Operando in questo modo si verifica che la
somma dei numeri di ossidazione degli elementi presenti nella formula è pari a 0.
ESEMPI:
+2 -2
C O CO ( monossido di carbonio)
+4 -2
C O C2O4 semplificando CO2 (biossido di carbonio o anidride
carbonica)
+1 -1
H Cl H1Cl1
eliminando l’indice 1 HCl (acido
cloridrico)
+1 -1
Na Cl Na1Cl1 eliminanado l’indice 1 NaCl (cloruro di sodio)
Da notare che il carbonio (come
molti altri elementi) può assumere 2 numeri di ossidazione diversi. Al
contrario, l’idrogeno ha sempre numero di ossidazione +1 e l’ossigeno ha sempre numero di ossidazione -2 (ma esistono eccezioni).
Rivedi la lezione in video:
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